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Fiumi & Laghi  
 


Individuazione e ricerca di un pericolante


La scelta di iniziare la ricerca di un disperso sott’acqua è senz’altro critica. Per evitare confusioni ed errori, qualunque sia il metodo di ricerca impiegato, è essenziale che la zona venga delimitata e vengano presi dei punti di riferimento.
Ci sono due tipi di ricerca per individuare un annegato

-La ricerca circolare - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -La ricerca a zone


LA VITA MARINA - I pericoli dei nostri mari

I pericoli maggiori che possono avvenire dalla fauna marina derivano dalle punture e dai morsi dei celenterati (meduse, anemori di mare ecc.). Queste creano manifestazioni cutanee più o meno gravi e possono scatenare reazioni sistemiche (anafilassi). Le biotossine di questi animali di mare sono termolabili (vengono inattivate dal calore), quindi una volta tolto/i con delicatezza ed attenzione il/i pungiglione/i, disinfettare la ferita o la parte colpita e metterla a contatto di acqua calda. Se la persona dovesse avere uno choc violento, chiamare il 1.1.2.


LAGHI

La pericolosità di un lago, apparentemente inesistente visto l'immobilismo delle sue acque, avviene quando spirano venti molto forti. In questi casi si alzano onde violente e alte, che possono mettere in seria difficoltà un nuotatore. In queste condizioni ne approfittano spesso i velisti, da tener anche essi sotto controllo. Inoltre anche durante giornate estive, soleggiate e con ventilazione debole o assente alcuni sub consigliano di stare sempre attenti durante le immersioni in un lago e di farsi guidare, almeno inizialmente, da istruttori esperti che conoscono bene la zona e i fondali in quanto spesso si verificano delle pericolose correnti lacustri
La temperatura dell’acqua è l’elemento critico dei laghi. In caso di necessità, se si dovesse rimanere molte ore in acqua fredda, si raccomanda di assumere la “posizione di sicurezza”, che contribuisce a proteggere dalla dispersione di calore.


FIUMI


Nel salvataggio nei fiumi, la cosa più importante che un soccorritore deve analizzare è l'intensità della corrente. Spesso si effettua un salvataggio a valle rispetto al pericolante ed il soccorritore, per non farsi trascinare via dalla corrente si assicura ad una cima lunga ancorata sulla riva. Una volta in acqua la stessa posizione di sicurezza adottata in un lago la si assume in un fiume con il duplice scopo, quello già visto di ridurre al massimo la dispersione termica dell'organismo e l'altra di impattare eventuali ostacoli con gli arti inferiori e non con il busto onde evitare danni ad organi interni necessari alla vita.
Nei Fiumi uno dei più grossi pericoli sono i tronchi. Se il soccorritore incontra un ostacolo quale un tronco, il tronco ruota e si rischia di restarvi intrappolati sotto, L’unica azione possibile è cercare di scavalcare decisamente l’ostacolo.


Atro pericolo nei fiumi, sono i SALTI d'acqua. La figura qui accanto illustra un tipo di sbarramento, mostrandone uno spaccato. L’acqua che tracima dalla testa crea una così forte ri-circolazione rotatoria detta risacca da imprigionare il malcapitato. L'unica cosa è superare la risacca immergendosi il più possibile (via di fuga).


[SONDAGGIO]
Fonte: SALVAMENTO
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