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CARTA SINOTTICA La parola sinottica deriva dal greco synoptikós, ovvero “sguardo d’insieme“. Avrete notato che in molti articoli appare spesso questa parola e non è un caso: in ogni previsione del tempo, analogamente al procedimento di calcolo dei parametri meteorologici mediante modelli matematici, è necessario partire dalle condizioni iniziali del sistema atmosferico; queste informazioni vengono dedotte appunto attraverso la meteorologia sinottica, la quale si occupa principalmente di analizzare in dettaglio la distribuzione di fronti, nuvolosità, precipitazioni e ogni tipo di variabile meteorologica (se possibile); | | - dovendo effettuare una previsione, è estremamente consigliabile iniziare con una buona visione di quello che già è in atto. Come si leggono le carte sinottiche? Con un po’ di pratica, potrete dedurre dalle carte sinottiche preziose informazioni sul tempo che farà nella vostra area di navigazione.I principi base tramite i quali leggere una carta sinottica non sono difficili: su di essa troverete i principali centri di alte e basse pressioni con il corrispettivo valore espresso in millibar (o, più precisamente, ecto pascal). La pressione atmosferica media è di 1013 ecto pascal, per cui il centro di un anticiclone (la zona di alta pressione) esprimerà un valore al di sopra di questa cifra. Una depressione profonda (e cioè caratterizzata da una pressione molto bassa), il cui centro ha un valore intorno ai 960 ecto pascal, per esempio, sarà più dannosa sottocosta perché tanto è più profonda una depressione tanto maggiore sarà l’intensità del vento creato dalla disparità della pressione atmosferica. La distanza fra le isobare su una carta sinottica, definita gradiente isobarico, si assottiglia all’ aumentare del vento per cui aspettatevi vento forte e mare se le linee sono molto vicine fra loro. Le masse d’aria non si spostano in linea retta dai centri di alta pressione ai centri di bassa pressione, ma seguono un moto rotatorio orario in uscita dalle zone anticiclonice e orario in entrata verso le depressioni con un angolo di circa 15 gradi rispetto alle isobare. Le carte sinottiche riportano anche i principali fronti caldi, freddi, stazionari ed occlusi. I fronti sono i punti in cui masse d’aria di temperatura diversa si incontrano. Questa differenza di temperatura causa sempre precipitazioni, quindi capire quando incontrerete un fronte vi aiuterà a capire se troverete pioggia, e che tempo farà dopo il passaggio del fronte: dopo un fronte caldo, generalmente, segue cielo coperto e cupo ma dopo un fronte freddo il tempo dovrebbe iniziare a migliorare. Un consiglio utile. Quando guardate le previsioni meteo non focalizzatevi esclusivamente sulla vostra area di navigazione e su una finestra temporale ristretta, ma cercate di acquisire una visione d’insieme che comprenda l’evoluzione meteorologica precedente e successiva in una zona più ampia; le condizioni reali potrebbero essere leggermente in anticipo o ritardo rispetto a quelle previste, oppure un centro depressivo potrebbe passare un po’ più a sud o a nord determinando condizioni differenti.
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ROSA DEI VENTIIl vento è il movimento di una massa d'aria atmosferica da un'area con alta pressione ( anticiclonica ) ad una di bassa pressione ( ciclonica ). Il vento ha due caratteristiche importanti: la direzione e l'intensità. In virtù della direzione da dove spira acquista un suo nome caratteristico, nomenclatura data dagli antichi romani (antichi naviganti del mare nostrum). | | - Nord TRAMONTANA dal latino trans montanus. Vento tipico della stagione invernale porta con se cielo sereno, aria molto fredda, tersa e secca. - NordEst GRECALE che spira dalla Grecia, anche questo tipico invernale molto freddo e soffia a raffiche violente. - Est LEVANTE spira dall'Est dove leva il sole, vento fresco ad indicare l'arrivo di un fronte anticiclonico di brutto tempo. - SudEst SCIROCCO vento molto caldo, che in Italia porta umidità, brutto tempo e mare mosso. - Sud OSTRO dal latino auster, di provenienza australe; porta con se umidità e brutto tempo. - SudOvest LIBECCIO che spira della Libia, vento molto intenso e burrascoso. - Ovest PONENTE spira da dove il sole tramonta (o pone), vento fresco tipico della stagione estiva. - NordOvest MAESTRALE spira dalla via maestra, vento fresco intenso e porta bel tempo. In merito all'intensità del vento essa si misura in NODI(oppure m/s - km/h - 1 nodo equivalgono a 1,852 km/h) e la scala di riferimento è la Beaufort:
CARATTERISTICA DEI VENTI NEL IV° QUADRANTE: I venti da mare LIBECCIO-PONENTE sono pericolosi perché se di forte intensità portano mare mosso con il conseguente pericolo per i bagnanti. I venti da terra TRAMONTANA-GRECALE sono pericolosi perché cerano una corrente verso il largo, in questo caso il bagnino deve issare la bandiera gialla per forte vento e sconsigliare la balneazione a persone ed a oggetti gonfiabili. I venti paralleli alla costa SCIROCCO-MAESTRALE creano correnti parallele alla costa, che vanno da sud verso nord o viceversa, quindi poco pericolose perché spostano i bagnanti parallelamente alla costa e non verticalmente. Lo scirocco che soffia da sud-est annuncia l’arrivo di una bassa pressione e di brutto tempo, quindi anche di mare mosso. Infatti generalmente dopo lo scirocco viene il libeccio. In caso di venti tesi è importante issare la bandiera gialla e se necessario occorre procedere alla chiusura di tutti gli ombrelloni, al fine di evitare incidenti.
NUBI In meteorologia una nuvola, nel linguaggio scientifico più comunemente nube, è un'idrometeora costituita da minute particelle d'acqua condensata e/o cristalli di ghiaccio, sospese per galleggiamento nell'atmosfera e solitamente non a contatto con il suolo. Per meglio comprenderne la formazione, le nubi sono prodotte dalla condensazione del vapore generato dall'evaporazione dell'acqua sulla superficie terrestre (contenuta nei mari, laghi, fiumi, etc.) a causa del riscaldamento solare. Attraverso il trasferimento solare la temperatura della superficie terrestre aumenta. Per conduzione termica il suolo caldo scalda anche l'aria a contatto con esso. Poiché l'aria calda è più leggera di quella circostante relativamente fredda si solleva generando una corrente ascensionale e portando con sé l'umidità contenuta. L'aria si raffredda salendo irreversibilmente, raggiungendo il punto di saturazione del vapore, il quale si trasforma in minuscole goccioline di acqua che galleggiano nell'aria formando per l'appunto le nubi. Se la temperatura è particolarmente bassa queste si trasformano in microscopici cristalli di ghiaccio.
L'aspetto di una nube è determinato: dalla natura, dalla grandezza, dal numero e distribuzione nello spazio delle particelle che la costituiscono; dipende anche dall'intensità e dal colore della luce ricevuta dalla nuvola e dalla posizione relativa dell'osservatore e della sorgente di luce. Le nuvole che si formano sulla terra sono costituite di vapore acqueo che, condensandosi, forma piccole goccioline o cristalli di ghiaccio. Quando si formano agglomerati di miliardi di queste goccioline, appare visibile la nuvola, di un tipico colore bianco, dovuto all'alta riflessione della luce sulla superficie di queste goccioline. A causa dell'elevata dispersione della luce nelle goccioline che compongono la nube, essa può apparire anche grigia o a volte blu scura quasi nera. Maggiore sarà la densità della nube e maggiore il suo spessore, più scura essa apparirà. Questo è il motivo per cui una nube temporalesca, appare molto scura alla base. All'alba ed al tramonto le nuvole possono assumere un colore simile a quello del cielo, soprattutto arancione e rosa. Attorno alla lunghezza d'onda dell'infrarosso, le nuvole apparirebbero più scure perché l'acqua che le costituisce assorbirebbe fortemente la luce solare a questa lunghezza d'onda.
Si possono individuare quattro tipi fondamentali di nubi nella loro infinita varietà (di forme, trasparenza, altezza, ecc.): - i cirri, che appaiono come filamenti lunghi e bianchi; sono costituiti da cristalli di ghiaccio che li rendono traslucidi, e grazie alla loro disposizione si può sapere la direzione del vento in quota; - i cumuli (o cumoli) che appaiono come grumi o globuli, isolati o a gruppi, di dimensioni e forme diversissime, bianchissimi ove colpiti dalla luce del sole, grigiastri ove all'ombra; sovrastano una corrente ascensionale; - gli strati, spesso di estensioni notevoli e di forma piatta; - i nembi, la cui base appare grigia scura e che sono portatori di pioggia.
Sulla base dei tipi fondamentali spiegati sopra, le nubi possono essere classificate secondo l'altezza della loro base dal suolo, in quattro gruppi e dieci tipi: 1. Nubi alte 2. Nubi medie 3. Nubi basse 4. Nubi a sviluppo verticale
1.NUBI ALTE Formazioni nuvolose con base (nelle regioni temperate) tra gli 8000 ed i 14000 m, sono le nubi più fredde, composte essenzialmente da cristalli di ghiaccio che le rendono traslucide; dalla loro disposizione si può sapere la direzione del vento in quota. Sono caratterizzate del prefisso "cirro-". - cirri -cirriforme (filamenti); - cirrocumuli -stratocumuliforme (rotoli o increspature), sono nubi di cristallo di ghiaccio con forma leggermente globosa; - cirrostrati -stratiforme.
2. NUBI MEDIE Sono formazioni nuvolose con base (nelle regioni temperate) tra i 2000 e gli 8000 m. Sono essenzialmente composte da gocce d'acqua o da un miscuglio di gocce d'acqua e cristalli di ghiaccio. Sono caratterizzate dal prefisso "alto-". - altocumuli - stratocumuliforme, sono nubi che si formano con tassi di elevata umidità e con venti deboli; - altostrati - stratiforme, sono nubi che si trovano presso ai poli e provocano nevicate
3. NUBI BASSE Formazioni nuvolose con base (nelle regioni temperate) sotto i 2000 m, sono essenzialmente composte da gocce d'acqua. Quando le nubi basse giungono in contatto col terreno si parla di nebbia. Sono caratterizzate dal prefisso e suffisso "strato-". - Cumuli specie humilis -cumuliforme - stratocumuli -stratocumuliforme - strati -stratiforme
4. Nubi a sviluppo verticale Formazioni con base sotto i 3000 m. Sono essenzialmente composte da gocce d'acqua. - Cumuli specie mediocris -cumuliforme - Nembostrati -stratiforme
Le formazioni nuvolose verticali sono le nubi più turbolente e sovrastano le correnti ascensionali. Nelle loro forme più grandi (cumulonembi), possono raggiungere dimensioni enormi, coprendo intere regioni e portando violente precipitazioni e temporali. Questi tipi di nubi non sono classificati insieme agli altri per altezza perché hanno appunto un grande sviluppo verticale. - Cumulo congesto o torreggiante -cumuliforme - Cumulonembi -cumulonimbiforme
Le nubi coprono circa la metà della superficie atmosferica e quindi hanno un rilevante effetto sul bilancio energetico Sole/Terra pur con differente peso a secondo del tipo di nube in base al suo spessore: nubi alte e stratificate come cirri e cirrostrati tendono a riscaldare l'atmosfera lasciando passare la radiazione solare e bloccando la radiazione terrestre uscente ad onda lunga; viceversa le nubi basse, dense e spesse tendono a raffreddare la superficie terrestre riflettendo direttamente la radiazione solare entrante.
Nozioni di METEOROLOGIA La conoscenza della meteorologia è essenziale per il bagnino, conoscere i venti è indispensabile, per sapere quali sono i più pericolosi per la balneazione. È inoltre fondamentale avere le idee chiare sulle variazioni del tempo nelle aree anticicloniche e in quelle cicloniche. Se ad esempio siamo in una zona di alta pressione non avremo pioggia. Se invece ci troviamo in una zona di bassa pressione possiamo avere precipitazioni. | | Trovandoci in una zona di discrimine tra una di alta pressione ed una di bassa e ci son cumulonembi di pioggia potremo avere scrosci solo di breve durata ma intensi, perché le nubi cariche di pioggia transiteranno trascinate dal vento e non staranno ferme a scaricare acquazzoni per l’intera giornata. Con poche nozioni potremo programmare meglio il nostro lavoro, sapendo anticipatamente quando sono probabili le perturbazioni. Il tempo Nelle zone di Alta Pressione il tempo è buono: l'alta pressione non permette la formazione di nubi di pioggia. Nelle zone di Bassa Pressione il tempo è variabile: possono arrivare le perturbazioni ,ma può esserci anche bel tempo. Le brezze Il giorno il sole scalda più la sabbia che il mare : il calore fa abbassare la pressione sulla costa ,e dal mare ,dove la pressione è più alta, arriva aria :Brezza di Mare. La sera , al tramonto ,il sole non scalda più la sabbia e, si viene a creare un equilibrio tra la pressione sulla terra e quella sul mare, il risultato è assenza di vento. Nelle ore notturne la sabbia si raffredda , il mare , avendo una escursione termica minima, più caldo rispetto alla terra: si crea una situazione opposta alle più calde ore del giorno, con la zona di alta pressione sulla costa e l’aria che si sposta verso il mare :la Brezza di Terra. La Brezza di Terra fa sentire la sua forza la notte e nella prima mattina (d’estate fino all’incirca alle ore 10 del mattino) ed è pericolosa perché trascina al largo, viene sottovalutata sia dai bagnanti che dai bagnini perché spira a mare calmo. Dopo le ore dieci il sole scaldando la costa, fredda dalla notte, va a ricreare una sorta di equilibrio (riferito alla differenza di pressione tra le due zone) simile a quello del tramonto con assenza di vento. Ma dopo poco (all’incirca un’ora) il calore del sole contribuirà alla formazione della Brezza di Mare. Ovviamente d’Estate le Brezze, a causa del caldo, cambiano più velocemente.
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