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Greco Spagnolo
 

 

 
 
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Argomenti trattati:
6.1 Infarto miocardico
6.2 Ictus
6.3 Attacco epilettico
6.4 Lipotimia
6.5 Sincope
6.6 Ustioni
6.7 Folgorazione
6.8 Epistassi
6.9 Congestione
6.10 Avvelenamenti


6.1 INFARTO MIOCARDICO

L'infarto miocardico è una condizione patologica in cui una parte del muscolo cardiaco muore per mancato apporto di ossigeno a causa di un restringimento o occlusione di un arteria coronaria.
I sintomi possono essere:
• dolore toracico, oppressione toracica;
• intorpidimento, formicolio, dolore agli arti superiori specialmente quello sinistro;
• dolore alla mascella, mandibola, al dorso e parte superiore dell’addome;
• respiro breve;
• nausea, vomito, sudorazione fredda;
• sensazione di morte imminente.


• Chiamare il 1.1.2. e comunicare:
- ora esordio
- se è la prima volta che accade o ha altre malattie
- se prende farmaci
- se ha subito interventi chirurgici recentemente
• Mettere l'infortunato seduto o supino;
• Tranquillizzare l'infortunato e cercare di muoverlo il meno possibile;
• Controllare parametri vitali;
• Somministrare ossigeno se possibile;
• Se incosciente seguire la procedura BLS.

6.2 ICTUS
Difetto neurologico causato da una alterazione del flusso sanguigno che rifornisce una parte del cervello; il mancato o ridotto afflusso di sangue provoca un infarto cerebrale. Quando l’arteria si occlude viene definito ictus ischemico, mentre quando si ha una rottura di essa è detto ictus emorragico.
I sintomi possono essere:
• alterazione coscienza fino alla perdita totale;
• improvvisa incapacità di parlare o parlare correttamente;
• incapacità di muovere arti di un lato del corpo;
• convulsioni quando il danno/lesione si estende ai tessuti più profondi, come muscoli o ossa.

• osservare: se la bocca è deviata verso un lato, se ha insensibilità o forza diversa agli arti, se parla in modo corretto;
• chiamare il 1.1.2. e comunicare - ( vedi infarto miocardico);
• somministrare ossigeno se possibile;
• controllare parametri vitali e neurologici.

6.3 ATTACCO EPILETTICO
L'epilessia è una condizione neurologica (in alcuni casi definita cronica, transitoria in altri) caratterizzata da ricorrenti e improvvisi violenti movimenti convulsivi dei muscoli detti crisi epilettiche con improvvisa perdita della coscienza. Questi eventi possono avere una durata molto breve, tanto da passare quasi inosservate, fino a prolungarsi per un più lungo tempo. I movimenti muscolari sono controllati dalla volontà e quindi dal nostro sistema nervoso. Ciò non avviene per effetto di traumi, infezioni, droghe, farmaci ecc. che agendo sul nostro sistema nervoso danno luogo alle suddette crisi epilettiche.
La crisi epilettica attraversa tre fasi:
• 1 Fase tonica: l’infortunato perde coscienza, i muscoli si contraggono, la respirazione può interrompersi, labbra cianotiche.
• 2 Fase Clonica: convulsioni muscolari, l’infortunato può emettere schiuma e bava dalla bocca.
• 3 Fase di risoluzione: le contrazioni si interrompono, il respiro torna a normalizzarsi, la coscienza riprende gradualmente.


• Chiamare il 1.1.2.
• Cercare di limitare i movimenti della testa.
• Controllare i parametri vitali in fase di risoluzione.
• Mettere in posizione laterale di sicurezza l'infortunato se possibile anche durante lo stato convulsivo.
• Levare/spostare eventuali oggetti che possono provocare lesioni all’infortunato. (VEDI FILMATO CONVULSIONI clicca QUI')

6.4 LIPOTIMIA:
La lipotimia è una sensazione di improvvisa debolezza che non comporta la completa perdita della coscienza. Nella lipotimia si ha una transitoria ridotta ossigenazione del cervello in genere per un abbassamento della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca. La causa può essere la stanchezza, il calore eccessivo, scarsa o cattiva ossigenazione nell'ambiente, emorragie, ustioni, traumi fisici o emotivi, ipoglicemia (basso tasso di zuccheri nel sangue) e così via. In generale le cause che possono causare sincope possono causare anche lipotimia, la quale è caratterizzata da segnali premonitori, quali pallore, sudore freddo, vertigini e nausea che vanno ad aggravarsi fino alla breve perdita di coscienza.

• Alzare le gambe, slacciare/sbottonare eventuali vestiti, cinte, chiedere alla persona se può prendere acqua e zucchero, in caso non possa farlo o non sia in grado di risponderci dare da bere solo dell'acqua.
• Se nel giro di pochi minuti la persona non da segni di ripresa chiamare il 1.1.2.

6.5 SINCOPE :
La sincope è una perdita di coscienza transitoria a insorgenza rapida e a risoluzione spontanea.
Le cause possono essere le stesse della lipotimia.

• Procedura B.L.S.
• Chiamare sempre il 1.1.2. per la sicurezza dell’infortunato.

6.6 USTIONI :
L'ustione è una lesione della pelle causata dall'esposizione della pelle stessa a:
• fonti termiche (fuoco e liquidi caldi)
• sostanze chimiche (acidi forti)
• sorgenti elettriche (corrente elettrica ad alta tensione, fulmini)
• sorgenti di radiazioni (esposizione prolungata ai raggi ultravioletti come quelli provenienti dal sole, dalle cabine abbronzanti o da processi di saldatura o da radiazioni ionizzanti come nel caso della radioterapia, dei raggi X o di un fallout radioattivo). L'esposizione al sole, rappresenta la causa più comune di ustione superficiale da radiazione.
Le ustioni sono definite:
ustioni superficiali o di primo grado quando il danno/lesione interessa solo il primo strato di pelle;
ustione a spessore parziale o di secondo grado quando il danno/lesione penetra in alcuni degli strati sottostanti;
ustione a tutto spessore o di terzo grado quando il danno/lesione coinvolge tutti gli strati della cute;
un'ustione di quarto grado quando il danno/lesione si estende ai tessuti più profondi, come muscoli o ossa;

ustioni superficiali o di primo grado raffreddare la parte lesa con acqua fredda per diversi minuti, ciò permette di limitare i danni e di combattere, almeno parzialmente, il dolore. Evitare l’impiego di sostanze oleose, albume di uovo, patate o simili.
ustione a spessore parziale o di secondo grado raffreddare la parte lesa con acqua. Valutare la percentuale di superficie corporea interessata dalla lesione. In caso di ustione estesa chiamare il 1.1.2.; non bucare le vesciche formatesi, medicare con garza sterile, non disinfettare né applicare pomate, sostanze oleose o altro. Le vesciche richiederanno poi un appropriato intervento medico.
ustione a tutto spessore o di terzo grado: chiamare il 1.1.2. e coprire le lesioni con teli sterili e bagnati senza applicare nessun tipo di disinfettante o di pomata. Se possibile, togliere all’infortunato anelli, orologio e indumenti che stringono prima che la zona ustionata cominci a gonfiarsi. Non tentare assolutamente di staccare lembi d’indumenti carbonizzati rimasti attaccati alla pelle; se ci sono ancora fiamme sull’infortunato non usate l’acqua ma avvolgetelo in una coperta, telo ecc, per spegnere la fiamma. Più un'ustione di è estesa più le percentuali di sopravvivenza sono scarse.



6.7 FOLGORAZIONE
La folgorazione, comunemente detta scossa, è il passaggio di una forte corrente elettrica attraverso il corpo.

1. Disattivare immediatamente tutto l’impianto elettrico.
2. Togliere immediatamente la spina dell’apparecchio dalla presa, tenere isolati i piedi e le mani prima di toccare la spina. Non toccare l’interruttore dell’apparecchio: un interruttore difettoso potrebbe essere causa dell’incidente.
3. Posare i piedi su qualcosa di asciutto e isolante (uno spesso strato di giornali, un tappetino di gomma, lo zerbino, una cassetta di legno) o indossare delle scarpe con una spessa suola in gomma e allontanare la vittima dall’apparecchio utilizzando il manico di una scopa o una seggiola di legno. In alternativa, usare una spessa giacca rovesciata (di stoffa, lana o altri materiali tessili non di pellame) in modo da mantenere coperte le braccia, il petto, e le mani. Se avete dei robusti guanti in gomma o stoffa indossateli.
Non usare nulla che sia umido o metallico, non toccare la vittima con le mani nude.
CHIAMARE 1.1.2. e continuare con la procedura di B.L.S.

6.8 EPISTASSI (EMORRAGIA DEL NASO) :
Fuoriuscita di sangue dal naso, può verificarsi per un trauma al setto nasale, scambio termico repentino o anche emozioni.

Non utilizzare cotone emostatico per tamponare le vie nasali, non far soffiare il naso, non alzare il capo, né tenere supino l'infortunato. Far sedere la persona con capo avanti rivolto leggermente verso il basso, applicare ghiaccio creando poca pressione sulla base del naso sotto la fronte.

6.9 LA CONGESTIONE
La congestione digestiva è un disturbo che colpisce l'apparato gastrointestinale e si verifica più frequentemente in estate, a causa di un brusco sbalzo di temperatura nella zona dell'addome.
Durante la digestione il sangue è concentrato nella zona dello stomaco. Il consumo di una bibita ghiacciata quando si è molto accaldati, un colpo d'aria fredda o un bagno in mare dopo un pasto fa scattare una reazione di difesa da parte dell'organismo. Il cervello, di fronte all'emergenza, cerca di dirottare il sangue verso di sé, allo scopo di mantenere la temperatura basale. Il risultato è uno squilibrio circolatorio, che causa, oltre all'interruzione del processo digestivo, una sorta di shock che può avere conseguenze drammatiche.
I sintomi e segni più comuni possono essere:
• Brividi.
• Bruciori di stomaco.
• Capogiri.
• Conati di vomito.
• Crampi addominali.
• Crampi allo stomaco.
• Dolore addominale.
• Dolore alla bocca dello stomaco.
• Flatulenza.
• Lipotimia.
• Mal di stomaco.
• Mal di testa.
• Nausea.
• Pallore.
• Pelle d'oca.
• Pesantezza allo stomaco.
• Stato di presincope.
• Stato confusionale.
• Stomaco gonfio.
• Sudorazione fredda.
• Svenimento.
• Visione offuscata.
La persona colpita da congestione digestiva improvvisamente impallidisce, trema, suda freddo e si sente improvvisamente spossata. Dopo pochi minuti, compare un forte dolore all'addome, con crampi alla bocca dello stomaco, nausea e vomito. Altri sintomi che possono segnalare il verificarsi di una congestione digestiva comprendono annebbiamento della vista, capogiri e perdita dei sensi. In alcuni casi, è possibile un collasso cardiaco.

Al primo segnale di malessere, occorre distendersi con le gambe appena sollevate rispetto alla testa e tenere calda la pancia, appoggiando le mani sull'addome per aiutare a ripristinare il processo digestivo. In caso di congestione, può essere utile bere qualcosa di tiepido a piccoli sorsi, come, ad esempio, acqua a temperatura ambiente o camomilla.
Dopo circa un'ora, sono possibili manifestazioni residue, quali senso di stordimento e stanchezza ai muscoli e agli arti. Se la sintomatologia è più seria, invece, conviene cercare un tempestivo soccorso medico.
In ogni caso occorre essere prudenti ed evitare di esporsi al freddo o entrare in acqua per almeno 3 ore dopo un pasto completo o 1-2 ore quando si consuma uno spuntino leggero (es. panino, insalata ecc.).
Bisogna però prestare attenzione al fatto che i processi digestivi variano da persona a persona, a seconda di quanto e di cosa si è consumato e, addirittura, nel corso della medesima giornata la stessa persona può impiegare più o meno tempo per completare la digestione, dinamiche che incidono sul valore “simbolico” indicato sopra.
Assolutamente da evitare sono le bibite alcoliche o ghiacciate e i cibi ricchi di grassi e proteine.

6.10 Avvelenamenti
E' detto avvelenamento la reazione provocata dall'introduzione nel nostro corpo di sostanze nocive attraverso o la via respiratoria ( intossicazione da inalazione) o la via gastroenterica (intossicazione da ingestione).

- Valutare le funzioni respiratorie, cardiovascolari e neurologiche dell'intossicato, se il malcapitato è in una situazione gravosa chiamare il 1.1.2.
- In caso di perdita di coscienza ed arresto cardiaco attivare le manovre cardiorespiratorie B.L.S.

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Fonte: SALVAMENTO ROMA
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